Un rabbino mi insegnò che per poter lavorare quotidianamente aiutando le persone, dovevo saperle amare.
-Se quando hai finito di lavorare sei stanca, significa che non hai amato abbastanza-
Quando parlo di Terapia Reiki mi rendo conto di farlo quasi sottovoce.
Perché mai?
Ho trattato un migliaio di persone che non sono tantissime, certo, ma è un numero sufficiente per avere un dato inconfutabile: su mille persone trattate il 99% ha raggiunto in poco tempo un miglioramento a livello emotivo, mentale e in alcuni casi anche fisico.
Con questi dati dovrei urlare al mondo: “Tutti a fare Reiki!”, ognuno con il terapeuta perfetto per sé.
Eppure ne parlo sottovoce e mentre lo faccio prendo coscienza del fatto che in tutti questi anni ho assecondato esclusivamente chi ha necessità di metodi cosiddetti “ufficiali”.
La verità è che per timore di essere considerata troppo alternativa, mi sono fatta zittire da categorie economicamente prepotenti, da sistemi malati, da ordini vari che non sempre hanno a cuore il bene dell’essere umano.
Chi sminuisce certe tecniche, certe terapie per elevare le proprie, sta mentendo. Chi fa del bene non mette energie per sminuire gli altri; è esclusivamente impegnato verso la propria missione che è quella di portare armonia.
I risultati che ho visto lavorando con l’aiuto del Reiki sono più che eccellenti ma è importante che io sia assolutamente centrata mentre lo pratico.
Questa è una regola che vale per qualsiasi terapeuta; dev’essere consapevole di quali sono i suoi pensieri, le sue emozioni, le sue intenzioni, i suoi sentimenti. Sopratutto mentre lavora con altri individui.
Un rabbino mi insegnò che per poter lavorare quotidianamente aiutando le persone, dovevo saperle amare.
-Se quando hai finito di lavorare sei stanca, significa che non hai amato abbastanza-
Talvolta le persone non capiscono ciò che dico, pensano sia esagerata ma più passano gli anni e più tutto quello che veniva deriso, accantonato o considerato esagerato, viene pian piano ripreso, talvolta con nomi modificati.
Ricordo i miei amici dottori che ridevano quando parlavo loro dei benefici della meditazione. Ora sono tutti a fare i corsi di mindfulness.
Ne sono contenta.
Sono felice di avere il coraggio di continuare ad aiutare il prossimo con umiltà e benevolenza. Potrebbe sembrare che questo mondo premi ego e bugie. Non è così. La bellezza arriva a chi impegna il proprio cuore.
Abbiate perseveranza e pazienza.
… e a proposito di meditazione: non tutti sono portati per la meditazione classica. Talvolta arrivano da me persone demotivate perché hanno provato ma fallito. Trovate il vostro modo di meditare. Ce ne sono tantissimi e sono tutti perfetti: potete anche danzare, cantare, contemplare la natura, nuotare, saltellare o abbracciare una statua.
Non lasciatevi fuorviare da metodi prestabiliti.
Trovate il vostro personale modo di meditare e godetene.